Nelle viscere della montagna bleviana

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Pertüs

Sabato 28 maggio 2016 ha avuto luogo l’esplorazione di grotte, sorgenti e fenomeni carsici che caratterizzano il territorio montano di Blevio. Sono state visitate la sorgente Regonda, la grotta-sorgente Panee, la grotta-sorgente del Pertüs, il buco del Nasone.

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Regonda

La sorgente Regonda, alla sommità della valle detta del Pertüs che scende accanto alla frazione di Capovico, sgorga dalla roccia, protetta da una apposita cabina in muratura. 

Poco sopra, su un pendio ripidissimo si trova ciò che resta della grotta Panee, recentemente crollata. Attraverso il cumulo di sassi e detriti si può ancora intravedere il solco levigato nella roccia, attraverso cui scorre un sottile rivolo d’acqua limpida. Sarebbe interessante poter ripristinare parte della grotta, rimuovendo i materiali depositati, prima che venga a scomparire completamente.

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Panee

In una località poco distante, al termine di una stradina forestale, si trova l’imbocco della grotta del Pertüs, la più conosciuta e ampiamente descritta dai viaggiatori dei tre secoli passati. L’ingresso è chiuso da due cancelli a protezione dell’acquedotto che preleva l’acqua dalla sorgente interna convogliandola al Parco Marenghi, sotto al Faro Voltiano. La grotta è costituita da un lungo e tortuoso cunicolo (67 metri, secondo il rilievo del Catasto Speleologico Lombardo), con varie e brevi diramazioni laterali. All’estremità si apre una ampia “stanza” che è stata sbarrata da una sorta di diga per contenervi l’acqua in accumulo. Dalla sommità dello sbarramento, raggiungibile da una angusta scaletta infissa nella parete, si può osservare il suggestivo laghetto interno.

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catasto speleologico

Estratto dalla mappa GIS del Catasto Speleologico Lombardo